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October 31 Sepolcrale![]() Saper vorrei se s'amano
Saper vorrei se s'amano nella fossa i defunti, se amor le fredde ceneri serbano e i cuor consunti; saper vorrei se giacciono nello avello abbracciati i morti amanti, e scambiansi dei baci ardenti, dei baci infuocati. Muta è la fossa, o povera fanciulla mia, né il lieto dei vivi amor la lapide scalda del sepolcreto; se i morti amati baciansi nello avello abbracciati, cara fanciulla, credilo, son freddi baci, son baci agghiacciati. Ma lascia, o cara, il lugubre fantasticar di morti, finché da dolce errore noi non sarem risorti, lascia, o fanciulla, il lugubre fantasticar di morti. Sai dirmi il tempo ov'è che è dileguato? Sai dirmi il sogno ov'è che ho un dì sognato? Sai dirmi il vento ov'è che è già spirato? Sai dirmi ov'è l'amore ond'io t'ho amato? Iginio Ugo Tarchetti ("Il Gazzettino", 22 novembre 1867) October 08 Sabato anomalo.![]() Sabato decisamente anomalo: siamo rimasti io e Franco causa defezioni degli altri della comitiva, soli in una Reggio Calabria triste e votata alla vacuità (e spesso anche allo squallore) dei pochi, soliti, pubs degno di questo nome. Qualche vasca su e giù per la via marina ancora frequentata prima della diaspora dettata inevitabilmente dall'inverno e pochi altri passi per il centro con la consapevolezza che la gente qui si accontenta davvero di molto poco e non ha molto spirito di iniziativa o voglia di provare cose nuove, stimolanti. Forse la maggior parte dei reggini, non essendo mai uscita da Reggio, non si accorge e non sa che altrove le città offrono tanto in termini di socializzazione e condivisione di spazi. O forse, ed è anche peggio, i reggini non hanno voglia di socializzare chiusi some sono dentro le loro pseudo-caste a pensare che loro siano migliori degli altri. Ecco quindi che si spiega come mai sia tanto difficile conoscere gente nuova qui oppure quanto sia complicato, per non dire impossibile, entrare in uno di quei locali un pò più chic della "città". Città scritta con le virgolette non a caso visto che, a ben guardare, Reggio è solo un paese un pò cresciuto che si atteggia a città e che vorrebbe esserlo senza riuscirci. In fondo chi ci sta male, da questa "città" può sempre andarsene e cercare di meglio; il pensiero comune è questo: questo ci offrono e questo ci teniamo. Guardo con nostalgia ai miei giorni in Emilia e alle notti bolognesi passate all'ombra del Nettuno di piazza maggiore o sotto lo sguardo vigile delle due torri: in quei pochi isolati tra via Rizzoli, via Zamboni e via dell'Indipendenza, ho mosso passi decisi verso locali e situazioni di pura VITA, vibrato nell'aria canti da osteria e compiuto vere azioni di libertà. Lì ho davvero vissuto la città e i suoi abitanti. October 02 Figlio della notte![]() Che palle!!!
Non so se riuscirò a preparare Linguistica per l'esame di giorno 9. La realtà è che mi son messo tardi a studiare e, col fatto che ho preso dei ritmi strani
(sto sveglio la notte per poi recuperare qualche ora di sonno di giorno), non riesco ad applicarmi allo studio per come dovrei e per come vorrei.
I conti son presto fatti: se non sarò pronto per il 9, darò l'esame a febbraio.
Non vedo l'ora che ricomincino i corsi anche per avere dei ritmi e degli orari più regolari.
So che le ore notturne mi sono congeniali e da sempre mi reputo figlio della notte
ma tutto ciò andrebbe benissimo soltanto
se non avessi determinate incombenze.
Visto che devo davvero darmi una mossa e scrollarmi di dosso un pò di materie,
è il caso che riprenda il controllo dei miei cicli circadiani.
Sgocciola l-e-n-t-a-m-e-n-t-e.
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