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    January 28

    Un momentaneo intervallo di motivi / A momentary lapse of reasons

    Cos'è un blog?
    E' la possibilità di esprimere ciò che sento liberamente,
    tramite una tastiera, con la schiettezza data dal fatto
    di non avere qualcuno di fisico a cui rivolgersi,
    senza vedere l'interlocutore.
    Qualche vita fa, ho desiderato essere felice
    e condividere quel pò di interessante che c'è
    nella mia vita con qualche persona: non importa chi.
    La vita e me stesso mi ha messo su una strada
    che mi fa cercare forse nelle persone sbagliate ciò che cerco.
    A volte vorrei la possibilità di ricominciare tutto da capo.
    La letteratura e i libri non mi salvano
    da una vita fatta di ideali e idealizzazioni.
    Il tempo gioca a mio sfavore,
    mi fa conoscere le persone giuste nel momento sbagliato
    o nei luoghi sbagliati ed io ho solo bisogno
    di un abbraccio da chi non può darmelo,
    un bacio da chi mi vede solo come amico,
    una storia da chi può concepire solo un'amicizia
    o da chi invece vorrebbe solo sesso.
    Sono giorni di meditazione interiore
    e di una errabonda ricerca di un equilibrio che non trovo.
    Ho paura di tirar fuori dei sentimenti che provo
    perchè ho il timore di perdere l'amicizia
    e non lo sopporterei davvero.
    Mi struggo nel pensiero e nell'illusione
    che da un'altra parte le cose sarebbero diverse
    o penso, ed è anche peggio, che se fossi io diverso allora magari le cose migliorerebbero.
    Ma sarebbe davvero così?
    Dicono che il pianto sia liberatorio in questi casi;
    un'arma in meno che ho visto che
    non riesco a piangere in questi momenti,
    mi sale solo un groppo in gola
    ma nessuna lacrima violenta le mie guance.
    Ho la sensazione che mi manchi qualcosa di importante,
    di essere stato derubato nella notte
    nell'intimo delle mie emozioni
    o nella possibilià di esternarle.
    Forse è la punizione per essere stronzo a volte.
    Forse sarei potuto essere diverso, migliore.
    Forse non mi capiscono.
    Forse non mi spiego io.
    Forse dovrei cambiare.
    Forse mi illudo.
    Forse sono un fottuto sognatore.
    Forse mi risveglierò da questo sogno.
    Forse ho ancora bisogno di dormire.
    Forse sono egoista.
    Forse amo troppo.
    Forse ho avuto la mia occasione.
    Forse in futuro andrà meglio.
    Forse avrei dovuto dire più "no".
    Forse avrei dovuto mettermi in gioco più spesso.
    Forse ho letto troppi libri o troppo pochi.
    Forse sono solo un bambino troppo vecchio.
    Forse gli altri mi vedono diversamente da come sono.
    Forse non so davvero come sono.
    January 26

    Il mondo è di tutti! / World is about all!

    Nessuno ha il diritto di dire a un altro dove stare
    o dove abitare.
    Occorre regolare i flussi migratori
    ma non si può vietare
    a nessuno
    di vivere in una città
    se lo si fa in maniera regolare
    solo perchè
    a qualcuno da fastidio avere o vedere
    rom, neri, albanesi
    nella propria città o
    nel proprio quartierino.
    Dal mio canto
    io mi professo rom,
    zingaro, nero, ebreo, musulmano,buddista,
    frocio, operaio, frickettone,
    francescano, pagano,
    dionisiaco, rinnegato,
    apolide e di ogni luogo,
    spirituale e ateo,
    elegante e pezzente,
    pirata e signore.
    January 23

    Luna in cielo dimmi: cosa fai? / Moon in the sky, tell me: what's new?

    Stasera son rimasto estasiato
    dalla visione della luna
    che appariva esattamente come in questa foto:
    una luna turca.
    Appoggiata sulla linea dell'orizzonte,
    ad est,
    luna crescente che spesso
    accompagna le mie notti
    e i miei pensieri.
    E quanti minuti passati a fissarla:
    un pianetino che possiede
    un'enorme potere sulla Terra
    (pensate alle maree).
    Luna in cielo dimmi: cosa fai?
     
     
    Satellite of love (Lou Reed)
     
    Satellites gone
    Up to the skies
    Thing like that drive me
    Out of my mind
    I watched it for a little while
    I like to watch things on tv
    Satellite of love
    Satellite of love
    Satellite of love
    Satellite of
    Satellites gone
    Way up to mars
    Soon it will be filled
    With parking cars
    I watch it for a little while
    I love to watch things on tv
    Satellite of love
    Satellite of love
    Satellite of love
    Satellite of
    Ive been told that youve been bold
    With harry, mark and john
    Monday, tuesday, wednesday to thursday
    With harry, mark and john
    Satellites gone
    Up to the skies
    Thing like that drive me
    Out of my mind
    I watched it for a little while
    I love to watch things on tv
    Satellite of love
    Satellite of love
    Satellite of love
    Satellite of
    Satellite of love
    Satellite of love
    Satellite of love
    Satellite of love
    Satellite of love
    Satellite of love
     
     
    January 21

    il mio amore per Rimbaud /My love for Rimbaud /Mon amour pour Rimbaud.

    Ques'uomo o meglio
    questo ragazzo
    è (poichè eterno)
    Arthur Rimbaud(1854-1891).
    Scrisse poesie immortali e bellissime.
    Lasciò il suo paese nella provincia francese
    per andare prima a Parigi
    e poi in Europa,
    vivendo la vita dei caffè letterari,
    conoscendo i più grandi poeti francesi,
    nutrendosi di poesia,
    amando Paul Verlaine
    che era pazzo di lui
    e molto più vecchio d'età,
    vagando senza un soldo
    tra Londra e il Belgio
    con i pugni stretti nelle tasche
    e un cappotto ridotto ormai
    solo all'idea di un cappotto.
    E il tutto tra i 15 e i 19 anni
    e poi basta poesia.
    Quanti avrebbero oggi
    quella stessa forza
    e determinazione?
    Se lo avessi incontrato allora
    a ripararsi dal freddo in un caffè,
    lo avrei davvero amato con tutto me stesso
    come si ama il sole
    quando filtra tra la nuvole
    in una fredda giornata d'inverno.
    D'altra parte,
    non era proprio un bellissimo ragazzo?
     
     
     
    January 11

    Amati miei libri / My loved books

    In un mondo circondato dall'ignoranza
    e che nell'ignoranza ci sguazza,
    l'unico rimedio è la conoscenza.
    Altro che reality shows.
     
    Tramonto Occidentale
    (Franco Battiato, 1983)
     
    Tornerà la moda dei vichinghi,
    torneremo a vivere come dei barbari.
    Friedrich Nietzsche era vegetariano,
    scrisse molte lettere a Wagner
    ed io mi sento un po' un cannibale e non scrivo mai a nessuno,
    non ho voglia né di leggere o studiare,
    solo passeggiare sempre avanti e indietro lungo il Corso o in Galleria,
    e il piacere di una sigaretta per il gusto del tabacco, non mi fa male.
    Tornerà la moda sedentaria dei viaggi immaginari e delle masturbazioni;
    I'analista sa che la famiglia è in crisi, da più generazioni,
    per mancanza di padri,
    ed io che sono un solitario non riesco; per avere disciplina ci vuole troppa volontà.
    Mi piace osservare i miei concittadini specie nei giorni di festa
    con bandiere fuori dalle macchine all'uscita dello stadio
    e mi diverte il piacere di una sigaretta per il gusto del tabacco.

     
     
    January 04

    Le foglie morte / Died leafs / Les feuilles mortes

    Facendo riferimento all'ultimo passaggio del mio scorso post
    e risentendo una vecchia canzone francese.
    Panta rei, signori (tutto scorre).
    Ecco il testo della canzone:
     
    Serge Gainsbourg    
    Les feuilles mortes (La chanson de Prévert)

    Oh je voudrais tant que tu te souviennes
    Cette chanson était la tienne
    C'était ta préférée, je crois
    Qu'elle est de Prévert et Kosma
    Et chaque fois les feuilles mortes
    Te rappellent à mon souvenir
    Jour après jour les amours mortes
    N'en finissent pas de mourir
    Avec d'autres bien sûr je m'abandonne
    Mais leur chanson est monotone
    Et peu à peu je m'indiffère
    A cela il n'est rien à faire
    Car chaque fois les feuilles mortes
    Te rappellent à mon souvenir
    Jour après jour les amours mortes
    N'en finissent pas de mourir
    Peut-on jamais savoir par où commence
    Et quand finit l'indifférence
    Passe l'automne vienne l'hiver
    Et que la chanson de Prévert
    Cette chanson, Les Feuilles Mortes
    S'efface de mon souvenir
    Et ce jour là, mes amours mortes
    En auront fini de mourir
    January 03

    Comincia un nuovo anno /A new year begins

    Nonostante ogni mio tentativo di evitarlo,
    l'anno nuovo è iniziato.
    Non fraintendete:
    non è che non volessi che iniziasse il 2007,
    solo che mi rattristano gli addii
    e dover salutare ogni anno l'anno vecchio
    mi crea più di una nostalgia.
    Sopra tutto penso a chissà quali novità
    ci saranno nei miei giorni futuri
    ma non posso nemmeno evitare
    di pensare a quante cose mi son lasciato dietro.
    Compresi gli anni che passano
    ad ogni 31 Dicembre.
    Come foglie morte,
    vissute, certo, nel passato
    ma inequivocabilmente
    passate.